Il Movimento da #SUM01
- Davide Gatto
- 13 apr 2017
- Tempo di lettura: 2 min


Descrivere cosa viene fuori del movimento 5 stelle attraverso la manifestazione "SUM01" organizzata dall’associazione intitolata a Gianroberto Casaleggio non è cosa facile. Ci sono stati molti i contributi e tutti di un livello molto alto, la manifestazione nel suo complesso si rivela essere volutamente eclettica, proprio come il padre fondatore del movimento politico primo in italia. Volendo dare una lettura riassuntiva, possiamo dire che il punto esclamativo che ha caratterizzato "Italia cinque stelle" a Palermo, in #SUM01 cede il posto al punto interrogativo. Gigantismo di Google o agilità degli Startuppers? Medicina del futuro o rispetto del paziente e della sua Etica? Liberismo o De Masismo in salsa liquida? Strumenti di partecipazione del cittadino o rampe di lancio per fake news e post verità? Il Movimento 5 stelle che trasuda da questa giornata si ferma, lascia per un giorno il simbolo e gli eletti a riposo e apre uno spazio di dibattito, pubblico, su tanti temi di cui si discute anche tra attivisti, dando parola ad attori e a grandi esperti di fama mondiale. D’altra parte, la novità dell’amministrazione Raggi, più che la prospettiva di andare a governare, ha reso indispensabile il dibattito, proprio per non lasciarlo agli amministratori eletti nel M5S nel chiuso degli uffici conquistati a suon di voti. Oltre a imprenditori, visionari e manager, si alternano le grandi firme del giornalismo nostrano, che offrono il loro contributo disegnando la loro percezione del movimento e del popolo della rete che ad esso fa riferimento.
Disegnare la forma del movimento è un esercizio se vogliamo curioso, ma spesso può risultare utile. Il movimento 5 stelle nasce come una linea spezzata con due soli lati, a forma di “V”, legalità ed ambiente, ed è stato disegnato per crescere e diventare con il tempo un poligono irregolare aperto, (figura inesistente, lo so) al quale si aggiungono sempre lati nuovi, ultimo lato, aggiunto appunto dopo l’elezione della sindaca Virginia Raggi nella Capitale. La struttura è disegnata, come un grafico di tipologia frattalica, per non chiudersi mai, e per aggiungere sempre nuovi lati. Al centro di questa costruzione oramai diventata un gigantesco poligono multidimensionale, è necessario ed impellente mettere l’uomo, i suoi bisogni, le sue paure e soprattutto la sua volontà di cambiare e di andare avanti nel suo percorso evolutivo, almeno questa è l’intenzione di Gianroberto, suo iniziale architetto.
Personalmente mi tengo stretti i miei "lati", e li difendo anche dalla distrazione, dal fuoco amico, dall'entusiasmo delle celebritires vecchie e nuove che si alternano e modificano questo poligono. Ne vale la pena.
Davide Gatto